Unioni civili

Documenti per le unioni civili

Articolo scritto da Barbara Sabatino

 

Le unioni civili sono da considerarsi una novità per il nostro Paese, che le ha istituite nel maggio del 2016 grazie alla legge Cirinnà. La loro specificità consiste nel fatto che, a differenza del matrimonio, possono essere contratte solo da persone dello stesso sesso.

E' qualcosa in più di una convivenza di fatto, dove a vivere insieme possono essere tanto persone eterosessuali quanto persone omosessuali. Le unioni civili finalmente, sebbene con un bel po’ di ritardo, riconoscono parte di quei diritti che la comunità LGBT attendeva da tempo.

Documenti per le unioni civili con matrimonio contratto all'estero.

Costrette dal vuoto legislativo italiano che non contemplava le unioni civili fino al 2016, moltissime coppie omosessuali hanno dovuto recarsi all'estero. Pensate che la Danimarca è stata il primo Stato d’Europa a legalizzare le unioni civili omosessuali nel lontano 1989, seguita sei anni dopo dalla Svezia. Tuttavia gli espatri italiani si sono concentrati verso la Spagna che le riconosce dal 1998 e nel Regno Unito dove dal 2004 prendono il nome di "Civil partnerships".

Se ora avete deciso di rimpatriare e rientrate in questa categoria, sappiate che la legge attuale dispone che le unioni civili e i matrimoni (poiché questi Paesi Europei non hanno legalizzato solo le prime ma anche i secondi) tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero debbano essere trascritti nel Registro delle unioni civili.

La coppia formata da due cittadini italiani o da un cittadino italiano e uno straniero che si sia sposata (o unita civilmente) all’estero non deve celebrare alcun rito in Italia ma ha l’onere di richiedere la trascrizione tramite il Consolato italiano nel paese in cui è stato celebrato il matrimonio oppure direttamente all’Ufficio di Stato Civile del Comune Italiano di residenza. Occorre presentare una copia autenticata o l’atto originale di matrimonio/civil partnership tradotto in italiano e legalizzato dal Consolato.

Complessivamente, i documenti per le unioni civili eseguite all'estero sono gli stessi che vengono richiesti ad una coppia eterosessuale, con la differenza che se all'estero vi siete sposati (e non solo uniti civilmente) l'accordo verrà trascritto automaticamente in Italia come "unione civile" e non come matrimonio, poiché quest'ultimo -tra persone omosessuali- non è ancora legislativamente riconosciuto.

Documenti per le unioni civili in Italia.

L'iter burocratico per le unioni civili è un po’ diverso da quello che vi abbiamo indicato nell'articolo sui documenti per rito civile.

La prima differenza è nel fatto che la richiesta va presentata congiuntamente da entrambi i componenti della coppia all’Ufficiale dello Stato Civile di qualsiasi Comune, non necessariamente quello di residenza.  

Scegliete bene l'ente locale a cui volete rivolgervi perché una volta individuato, questo solo sarà competente per la vostra pratica.  E' comunque possibile costituire le unioni civili in un Comune altro rispetto a quello in cui è stata presentata la richiesta ma sarà necessario presentare una nuova istanza formale in bollo da € 16,00. Ognuno dovrà indicare nel modulo: nome e cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza e luogo di residenza, e dichiarare l’insussistenza delle cause impeditive alla costituzione del vincolo di cui all’art.1, comma 4 della legge 76/2016.

La seconda differenza con quanto previsto per il matrimonio è che nelle unioni civili non esistono pubblicazioni. Dopo le vostre autocertificazioni infatti ha inizio un "processo verbale" sottoscritto insieme alle parti dal delegato comunale e consistente nella semplice verifica entro 30 giorni che sussistano tutti i presupposti di legge. A seguito di tale scadenza - ma anche da prima se le verifiche sono completate prima del termine - le parti sono invitate a comparire di fronte all’ufficiale dello stato civile per costituire l’unione civile.

Rito, testimoni, celebranti delle unioni civili.

La questione dei documenti per le unioni civili è così snella proprio perché non è previsto un "rito" in senso stretto, sebbene chi decide di fare questo passo lo viva in tal modo e dia grande significato a questa ufficializzazione dell’amore.

Se per il matrimonio devono essere recitate delle formule particolari, non è così nelle unioni civili dove si comparirà dinanzi all'Ufficiale di Stato assieme a due testimoni (con documenti d'identità in corso di validità).

E' vostro diritto avere gli stessi luoghi messi a disposizione dal municipio per i matrimoni etero e alle stesse condizioni. Infatti qualsiasi atto amministrativo che dispone una disparità di trattamento tra la celebrazione del matrimonio e la costituzione delle unioni civili è da considerarsi contraria alla legge.

Avete già pensato a chi volete come persona celebrante? Non deve essere per forza il Sindaco o un rappresentante comunale ma grazie alle nuove norme potete designare qualsiasi persona a voi cara per questo importante ruolo.

Vi verranno letti i commi più importanti della legge Cirinnà, secondo i quali con le unioni civili acquistate gli stessi diritti e i medesimi doveri (vedi anche leggi e documenti matrimonio) avendo l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale. Entrambi, proporzionalmente al vostro patrimonio, dovrete contribuire ai bisogni comuni. Vi scambierete gli anelli e potete chiedere al celebrante di fare un discorso, o ancora più romanticamente prepararne voi uno.

Ora che avete ufficializzato il vostro legame e lo avete condiviso con le persone a cui tenete di più, rimangono solo le minime formalità. Le unioni civili permettono infatti di mantenere i vostri cognomi o indicare, tra i due, quello che preferite come “cognome familiare” da anteporre al cognome di battesimo. La scelta non comporta variazione anagrafica e sarà valida per tutta la durata del vincolo.

Tenete presente per il futuro altre due differenze con il matrimonio classico: le unioni civili non contemplano l’obbligo di fedeltà e si possono sciogliere in modo più rapido, anche unilateralmente. E’ sufficiente che uno dei due partner comunichi all’Ufficiale di Stato Civile la sua intenzione di dividersi. Una volta trascorsi tre mesi, si ha accesso diretto al divorzio.

Il partner più debole, fatte salve modifiche alla legislazione corrente, può rivendicare come un coniuge a tutti gli effetti, il suo diritto agli alimenti e all’assegnazione della casa.